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ANTROPOLOGIA
Antropologi

Gli antropologi in elenco sono ordinati cronologicamente.
Le loro biografie fanno riferimento, nella maggior parte dei casi, a quanto riportato in Wikipedìa


ANTROPOLOGI BRITANNICI

  • Edward Burnett Tylor (1832-1917), fondatore dell'Antropologia culturale.
  • James Frazer (1854-1941). antropologo culturale e storico delle religioni.
  • Louis Leakey (1903-1972), paleoantropologo che diede un grande sviluppo alla comprensione dell'evoluzione umana in Africa.
  • Ashley Montagu (1903-1999), antropologo ed umanista che rese popolari temi quali razza, sesso, e loro relazione con politica, cultura, sviluppo storico.
  • Mary Leakey (1913-1996). moglie di Luis Lesky, paleoantropologa che scoprì il primo teschio fossilizzato di Proconsul una scimmia estinta che si crede sia ancestrale dell'uomo
  • Richard Leakey (1944), figlio di Louis e Mary, paleoantropologo, scopritore nel 1984, assieme alla moglie e a Kimeu, dello scheletro quasi intero del Ragazzo, Homo Erectus, di Turkana, Kenya.
  • Bryan Sykes (1947-2020), genetista che s'è occupato del recupero del DNA da ossa antiche, tra cui quelle di Ötzi detto anche l'Uomo venuto dal ghiaccio , la mummia naturale di un uomo vissuto tra il 3400 e il 3100 a.C., scoperta nel settembre 1991 nelle Alpi Venoste (da cui il soprannome "Ötzi") al confine tra Austria e Italia.
  • Richard Fortey (1946), famoso per le sue ricerche paleontologiche sui trilobiti e sui graptoliti, noto ai lettori non specialisti per aver scritto alcuni libri di divulgazione scientifica di successo, tra cui  Età: quattro miliardi di anni (titolo originale Life: An Unauthorized Biography. A Natural History of the First Four Billion Years of Life on Earth), Traduzione di Isabella C. Blum, Milano: Mondolibri, stampa 2000.

ANTROPOLOGI FRANCESI

  • Marcel Mauss (1872-1950), antropologo, sociologo e storico delle religioni, massimo esponente della scuola di Émile Durkheim. I suoi studi si concentrano soprattutto sulla magia, il sacrificio e sullo scambio del dono. Mauss ha influenzato profondamente il fondatore dell'antropologia strutturale Claude Lévi-Strauss.
  • Georges Bataille (1897-1961), si contraddistinse per un'interdisciplinarità originata da un interessamento verso molti campi della conoscenza (la letteratura, l'antropologia, la filosofia, l'economia, la sociologia e la storia dell'arte) concentrandosi soprattutto su tematiche come l'erotismo e la trasgressione.
  • Claude Lévi-Strauss (1908-2009), Antropologo, sociologo e etnologo, teorico dello strutturalismo, occupa una posizione centrale nel pensiero contempora-neo. Lo strutturalismo lévi-straussiano – che ha scorto, e posto a base di ogni ulteriore riflessione, l'intrinseco carattere strutturale di ogni fenomeno sociale – ha permeato tutte le scienze sociali, la filosofia, la psicologia, la politica (il marxismo) e la storia.
  • Yves Coppens (1934), paleontologo e paleoantropologo, dal 2011 professore onorario presso il Collegio di Francia. Di solito, il suo nome è subito associato a quello della scoperta, nel 1974, dello scheletro dell'ominide Lucy in quanto fu uno dei tre condirettori del gruppo di esploratori.
  • Marc Augé (1938), è un antropologo, etnologo, scrittore e filosofo. È noto per aver introdotto il neologismo nonluogo, utilizzato per indicare tutti quegli spazi che hanno la prerogativa di non essere identitari, relazionali e storici.
  • David Le Breton (1953), antropologo e sociologo francese, docente all'Università di Strasburgo. Si è occupato, in particolare, della società contemporanea, analizzandone gli aspetti e i fenomeni sia da un punto di vista socio-antropologico che filosofico.

ANTROPOLOGI ITALIANI

  • Paolo Mantegazza (1831-1910), fisiologo, patologo, igienista, neurologo, antropologo e scrittore, fu uno dei primi divulgatori delle teorie darwiniane in Italia. Le sue ricerche contribuirono all'affermazione dell'antropologia intesa come "storia naturale dell'uomo".
  • Cesare Lombroso (1835-1909), medico, antropologo, filosofo, giurista, criminologo e accademico,
    Esponente del positivismo, è stato uno dei pionieri degli studi sulla criminalità, e fondatore dell'antropologia criminale. Il suo lavoro è stato fortemente influenzato dalla fisiognomica, dal darwinismo sociale e dalla frenologia.
    Le sue teorie si basano sul concetto del criminale per nascita, secondo cui l'origine del comportamento criminale sarebbe insita nelle caratteristiche anatomiche del criminale, persona fisicamente differente dall'uomo normale in quanto dotata di anomalie e atavismi che ne determinano il comportamento socialmente deviante.
  • Abele De Blasio (1858-1945), seguace delle teorie di Cesare Lombroso. Insegnò all'Università di Napoli antropologia generale, ed ebbe le cattedre di antropologia pedago-gica e di ortofrenia. Collaborò all'allestimento del Museo di Antropologia, fondò una scuola pedagogica e un ufficio antropometrico.
  • Giuseppe Cocchiara (1904-1965), antropologo, etnologo e accademico fra i maggiori studiosi di storia delle tradizioni popolari e folklore.
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza (1922-2018), genetista, scienziato e accademico che si è occupato anche di antropologia e di storia. I suoi studi e le sue ricerche si sono incentrati, in maniera particolare, sulla genetica delle popolazioni e sulle migrazioni dell'uomo. Cavalli-Sforza è stato professore emerito all'Università di Stanford in California.
  • Ida Magli (1925-2016), antropologa, filosofa e accademica, è stata la prima ad adoperare il metodo antropologico per analizzare la società europea e in particolare quella italiana, dall'antichità al medioevo fino alla contemporaneità, con gli stessi strumenti adoperati dall'antropologia per le società "primitive". I suoi scritti, quindi, rispecchiano il risultato di questo metodo e danno ampio spazio a fenomeni e a fatti di solito passati sotto silenzio: la storia delle donne non come mondo a parte ma come intrinseca al potere maschile, la predicazione popolare e la devozione mariana come importantissimo documento storico, il rapporto fra il Sacro e il Potere negli avvenimenti politici.
  • Fiorenzo Facchini (1929), antropologo, paleontologo, accademico, oltre che presbitero dell'Arcidiocesi di Bologna. Nelle sue ricerche si è occupato di Antropologia del vivente, di Paleoantropolo-gia e Paleobiologia. Si è anche occupato di problematiche più generali, relative tra l'altro al rapporto tra evoluzione e creazione, nonché di divulgazione scientifica.
  • Brunetto Chiarelli (1934), antropologo e accademico italiano, Studia l’adattamento delle popolazioni umane ad ambienti ecologici diversi, occupandosi anche di popolazioni antiche come gli egizi e gli etruschi con metodi moderni e attraverso lo studio paleodemografico. È autore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche (in italiano, inglese, francese, portoghese) sui problemi di genetica, citogenetica, tassonomia ed evoluzione dei primati, biologia della popolazione e della botanica.
  • Bachisio Bandinu (1939), antropologo, giornalista e scrittore, è studioso di cultura tradizionale della Sardegna interna in trasformazione repentina negli ultimi decenni, e si occupa in particolare di questioni d'identità culturale e politica. Fra il 1965 e il 1987 insegna Lettere presso l'istituto tecnico industriale di Varese. Poi, fino al 1997, è docente dell'istituto tecnico "Pertini" di Cagliari. Dal 1973 al 1985 collabora con il Corriere della sera.
  • Marco Aime (1946), antropologo e scrittore, docente di antropologia culturale presso l'Università di Genova. Ha condotto ricerche sul campo in Africa occidentale (Benin, Mali) e sulle Alpi nonché ha compiuto numerosi viaggi in molti paesi extraeuropei. Dal punto di vista teorico, si interessa prevalentemente alle tematiche legate al concetto di identità e al turismo.
  • Paolo Apolito (1947), ha insegnato Antropologia culturale all'Università Roma Tre e all'Università di Salerno. È stato presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione delle tradizioni culturali italiane, istituito dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
  • Ugo Fabietti (1950-1917), è stato un antropologo e accademico italiano. Formatosi all'Università Statale di Milano, all'Università di Pavia e all'EHEES di Parigi, ha condotto le sue ricerche più importanti in Medio Oriente, occupandosi tra l'altro di stratificazione sociale, identità etnica e antropologia delle religioni. Considerato uno dei maggiori antropologi italiani a cavallo tra XX e XXI secolo, è noto come autore di manuali di storia e teoria dell'antropologia largamente adottati nelle università italiane. Dal 1998 ha insegnato come professore ordinario all'Università di Milano-Bicocca, dove è stato tra i fondatori del Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione, nonché tra i principali fautori del corso di laurea magistrale e del corso di dottorato di ricerca in antropologia culturale e sociale.

ANTROPOLOGI STATUNITENSI

  • Edward Sapir (1884-1939),
    fu linguista, etnologo e antropologo, uno dei primi a compiere ricerche sulle relazioni tra lo studio delle lingue e l'antropologia.
  • Margaret Mead (1901-1978) antropologa divenuta famosa soprattutto per le ricerche sull'adolescenza in società primitive. La ricerca più celebre ed importante di Margaret Mead fu L'adolescente in una società primitiva (Coming of Age in Samoa: A Psychological Study of Primitive Youth for Western Civilization) del 1928, frutto di una ricerca effettuata tra il 1926 e il 1928 in Samoa, in cui sostiene che le difficoltà personali incontrate dalle adolescenti occidentali, americane in particolare, non sono universali e necessarie, ma contingenti e generate prevalentemente dalla società.
  • Robert Ardrey (1908-1980), scrittore, antropologo, drammaturgo e sceneggiatore, scrisse diversi libri di divulgazione scientifica, abbracciando temi quali l'antropologia, l'etologia, la paleontologia e l'evoluzione umana. Fu inoltre tra i sostenitori e sviluppatori della teoria della scimmia assassina e della ipotesi del cacciatore. Ardrey sosteneva che i progenitori dell'Australopithecus fossero sopravvissuti a milioni di anni di carestia durante miocene e pliocene in virtù della loro capacità di imitare i comportamenti predatorî delle specie carnivore. Le sue opere hanno fornito diversi spunti ad Arthur Clarke e Stanley Kubrick per 2001: Odissea nello spazio.
  • Alan Lomax (1915-2002), etnomusicologo, antropologo e produttore discografico, intraprese viaggi di studio che lo portarono a raccogliere materiali sonori in quasi tutto il mondo, dalla Spagna alla Gran Bretagna, al sud America. Fu l'inventore di un controverso sistema di classificazione degli stili del canto popolare, detto Cantometrics. Insegnò in varie università statunitensi, tra cui la Columbia University.
  • Clifford Geertz (1926-2006), antropologo, si è posto criticamente sia nei confronti dell'antropologia strutturale di Claude Lévi-Strauss che della tradizione dell'antropologia sociale britannica, proponendo un'antropologia riflessiva che trae spunto dall'ermeneutica (Paul Ricœur).
  • Marvin Harris (1927-2001)
  • Donald Johanson (1943), scopritore dell'austropitecina Lucy (1974), nella regione del Triangolo di Afar in Hadar, Etiopia.
  • Malika Zeghal (1965) è professoressa di Pensiero islamico contemporaneo alla Harvard University. In precedenza è stata professore associato di antropologia e sociologia delle religioni alla University of Chicago Divinity School. Il suo lavoro, Gardiens de l'Islam, scritto in francese è un'analisi dell'influenza degli ulema dell'Università Al-Azhar. La sua tesi è che "gli ulema dell'Azhar credono che sia loro dovere, daʿwa, in quanto guardiani della religione, vedere che le leggi di un paese siano conformi alla shariʿa; quindi, la loro lotta con le autorità è definita da un tentativo di mettere da parte le leggi dello stato in favore della shariʿa."  Il libro esplora come le interazioni dello stato con gli ulama Azhari abbiano contribuito a portare alla nascita di altri movimenti islamici, in particolare i Fratelli Musulmani, al di fuori delle istituzioni tradizionali.






Homo sum, humani nihil a me alienum puto
(Terenzio, "Heautontimorumenos")
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